GIOVEDI' SANTO - I "Sepolcri" e il pellegrinaggio delle Confraternite

A partire dalla sera del Giovedì Santo tutto il paese entra in una sorta di pathos collettivo a cui le Confraternite danno forma e voce con le suggestive processioni, in pellegrinaggio di chiesa in chiesa. 
La sera del Giovedi Santo esce dalla Madrice l'Arciconfraternita del SS. Sacramento della Madrice con la processione del Cristo alla colonna.
Così pure escono e compiono il loro devoto "pellegrinaggio" la Confraternita di Maria SS. dei Miracoli con Gesù nell’orto degli ulivi, la Confraternita di Santa Maria del Monte Carmelo con S. Giovanni Evangelista, e la Confraternita di Maria SS. delle Vanelle in Sant'Enrico con Gesù incontra la Veronica.
In tutte le chiese ancora si allestiscono i sontuosi "Sepolcri" in cui fanno bella mostra di sé i tradizionali "lavureddi", cioè i piatti di frumento messo a dimora all'inizio della Quaresima e fatto germogliare al buio per conservare un caratteristico colore giallo-oro; ai piedi dell'altare, mentre si celebrano i riti cristiani della vita che si purifica e si rinnova, essi hanno un evidente significato lustrale, con l'implicita impetrazione della divina protezione sui campi nella fase più delicata del ciclo agrario.
Frattanto le strade del paese risuonano, in quei giorni, di lancinanti squilli di trombe che simboleggiano l'urlo addolorato di Maria, seguiti da tre colpi di tamburi, che simboleggiano i tre chiodi di Cristo sulla Croce, mentre le struggenti note dei cantori popolari ripropongono le classiche lamentazioni mussomelesi (I Lamenti) da tutti definite di rara bellezza.
I testi dei lamenti sono rigorosamente in latino tra i quali: "Popule meus, quid fecit tibi? Responde mihi" (Popolo mio cosa ti ho fatto? Rispondimi), "Diviserunt sibi vestimenta mea" (Si sono divisi le mie vesti), "Sumpto aceto, inclinato capite emisit spiritum" (Assaggiato l'aceto, inclinò il capo e spirò).


- Testo a cura del dott. Francesco Stanzione, tratto dal sito "Associazione Turistica PRO LOCO Mussomeli".